Premessa.
Il numero di giovani e giovanissimi che partecipano alla Danza Sportiva e' in significativo e costante diminuzione di anno in anno.
Ultimamente vedo personalmente alle competizioni un numero di giovani e bambini sempre inferiore al 5-10% delle coppie complessivamente in gara.
Pochissimi e quasi assenti i giovani e giovanissimi nel LU e BS; pochi nelle danze ST, leggermente maggiore nelle LA e nei CB.
Con l’avanzare dell’età è ragionevolmente da ritenere che rimarranno in pista, per ovvii motivi, quasi solo atleti senior nel LU e BS con poche eccezioni delle ST e quasi nessun senior nelle LA e CB.
Manca il ricambio generazionale
Questo significa che manca il “ricambio” generazionale e che se si prosegue di questo passo, fra 5-10 anni scompare la Danza Sportiva.
Bisogna pertanto escogitare iniziative e realizzare interventi mirati specificatamente a rimediare al fenomeno in atto.
Fra le tante iniziative possibili, di cui ne parlerò nei prossimi articoli, e di cui ne ho già discusso in riunioni fra dirigenti, una delle più immediate e anche facilmente realizzabili è quella di mettere al centro dell’attenzione, dell’impegno e dei programmi immediati di tutti i giovani e i bambini.
Ciò soprattutto osservando il codice di comportamento etico attuando quindi il fair play.
Esortazione a Tecnici, maestri, dirigenti e organizzatori
Dirigenti, tecnici, maestri e organizzatori dovrebbero porre al primo posto la loro attenzione verso i giovani dando loro l’esempio di rettitudine comportamentale, abbandonando ogni comportamento aggressivo, evitando liti e compromessi che sono sotto gli occhi di tutti e, in sostanza, dando buon esempio di lealtà correttezza e trasparenza sempre ovunque e comunque. Ciò, non solo fra persone dirigenti maestri ecc. ma anche fra associazioni.
In questo articolo traccerò la sintesi della prima parte che ho pubblicato due mesi orsono su questa rubrica e continuerò con l’ultima parte concludendo l’argomento.
Riassunto dell’articolo precedente
Questo articolo e' la sintesi della prima parte del Codice Europeo di Etica Sportiva e dovrebbe a mio avviso far parte dell’insegnamento ai nostri giovani prima durante e dopo l’insegnamento della Tecnica.
La responsabilità dei Maestri
Il Codice di Etica Sportiva parte dal principio che le considerazioni etiche insite nel "gioco leale" (fair play) non sono elementi facoltativi, ma qualcosa d'essenziale in ogni attività sportiva, in ogni fase della politica e della gestione del settore sportivo.
Queste considerazioni sono applicabili a tutti i livelli di abilità e impegno nell'attività sportiva, dallo sport ricreativo a quello agonistico.
Esso fornisce un solido quadro etico per combattere le pressioni volontarie esercitate dalla società contemporanea che minacciano le basi tradizionali dello sport, costruite sul fair play, sullo spirito sportivo e sul movimento.
Obiettivo fondamentale è il fair play dei bambini e dei giovani che saranno i praticanti e le stelle dello sport di domani. Il Codice è rivolto anche alle istituzioni e agli adulti che hanno un'influenza diretta o indiretta sulla educazione e la partecipazione dei giovani allo sport.
Il Codice presuppone sia il diritto dei bambini e dei giovani a praticare uno sport e a trarne soddisfazione, sia le responsabilità delle istituzioni e degli adulti e soprattutto dei Maestri nel promuovere il fair play e nel garantire che questi diritti vengano rispettati.
La lealtà
Il Fair play incorpora i concetti di amicizia, di rispetto degli altri e di spirito sportivo. Il fair play è un modo di pensare, non solo un modo di comportarsi.
Esso comprende. la lotta contro l'imbroglio, contro le astuzie al limite della regola, la lotta al doping, alla violenza (sia fisica che verbale), a molestie sessuali e abusi verso bambini, giovani o verso le donne, allo sfruttamento, alla diseguaglianza delle opportunità, alla commercializzazione eccessiva e alla corruzione.
Il fair play é un concetto positivo. Il Codice riconosce lo sport quale attività socio-culturale che arricchisce la società e l'amicizia tra tutti, a condizione di essere praticata lealmente.
Lo sport viene anche riconosciuto quale attività che praticata in modo leale offre agli individui l'opportunità di conoscere se stessi, di esprimersi e di raggiungere soddisfazioni, di ottenere successi personali, acquisire capacità tecniche e dimostrare abilità, di interagire socialmente, divertirsi, raggiungere un buono stato di salute.
Con la sua vasta gamma di società sportive e di operatori, lo sport è occasione di partecipazione e di assunzione di responsabilità. Inoltre, un coinvolgi mento consapevole in alcune attività può contribuire a promuovere la sensibilità nei riguardi dell'ambiente.
Le responsabilità di tutti
La partecipazione sportiva dei bambini e dei giovani si svolge nell'ambito di un più ampio contesto sociale. La società e l'individuo potranno godere appieno dei potenziali vantaggi che lo sport può offrire soltanto quando il fair play sarà al centro dell'attenzione e non un concetto marginale.
AI fair play deve essere attribuita la massima priorità da tutti quelli che, direttamente o indirettamente, favoriscono e promuovono esperienze sportive per i bambini e i giovani; cioè dai dirigenti, dai maestri e dagli organizzatori.
Si tratta, in particolare della responsabilità, fra le altre, delle organizzazioni sportive o connesse allo sport, come le federazioni sportive e gli altri organismi di governo sportivo; le società sportive e di educazione fisica, gli istituti di formazione, gli organi delle professioni sanitarie e farmaceutiche, i mezzi di comunicazione di massa; delle singole persone, ossia genitori, insegnanti, allenatori, arbitri, giudici di gara, dirigenti sportivi, amministratori, giornalisti, medici e farmacisti, compresi gli atleti di alto livello che costituiscono modelli di comportamento.
Il Codice é applicabile a tutti coloro che operano nello sport sia su base volontaria, sia professionistica. Anche gli spettatori possono assumere una responsabilità rispetto al fair play.
Ogni istituzione e ogni singola persona hanno una responsabilità e un ruolo da svolgere; questo Codice di Etica si rivolge a loro. Esso è efficace soltanto se tutti coloro che operano nel mondo sportivo sono disposti ad assumersi le loro responsabilità.
Ultima parte
SINGOLE PERSONE
Le singole persone (tutte quelle che operano direttamente o indirettamente alla gestione dei sistemi formativi e sportivi) hanno le seguenti responsabilità:
comportamento personale
1. avere un comportamento esemplare che costituisca un modello positivo per i bambini e i giovani; non premiare in alcun modo comportamenti sleali, né adottarli personalmente, né chiudere gli occhi su quelli di altri; applicare sanzioni appropriate contro ogni comportamento sleale;
2. garantire che il proprio livello di formazione e di qualificazione sia adatto ai bisogni dei bambini in funzione dei diversi livelli di impegno sportivo;
azioni verso i giovani
garantire che la salute, la sicurezza e il benessere dei bambini o dei giovani atleti vengano prima di ogni altra considerazione (prima del successo della reputazione della scuola, della società sportiva, dell'allenatore o del genitore); il benessere del giovane deve essere al centro e prima di tutto);
far vivere ai bambini un'esperienza di sport che li incoraggi a partecipare per tutta la vita ad una sana attività fisica;
evitare di trattare i bambini semplicistica mente come piccoli adulti, essere coscienti delle trasformazioni fisiche e psicologiche implicate nella maturazione giovanile e di come questi cambiamenti influiscono sulla prestazione sportiva;
evitare di imporre a un bambino aspettative sproporzionate alle sue possibilità;
mettere in risalto il piacere e la soddisfazione di fare sport, e non esercitare pressioni indebite contrarie al diritto del bambino di scegliere liberamente sulla sua partecipazione;
dedicare un interesse uguale ai giovani con maggiore o minore talento; sottolineare e premiare, oltre che i successi agonistici più evidenti, la progressione individuale e l'acquisizione di capacità personali;
incoraggiare i più piccoli a elaborare propri giochi sportivi con proprie regole, ad assumere il ruolo di allenatore, giudice di gara e arbitro oltre che quello di partecipante; a elaborare propri incentivi e sanzioni per il fair play o per atti di slealtà, ad assumersi la responsabilità personale delle proprie azioni;
fornire ai giovani e alle loro famiglie la maggiore informazione possibile sui rischi e sui benefici potenziali relativi al raggiungi mento di elevate prestazioni sportive.
CONCLUSIONE
Il fair play é essenziale se si vuole riuscire a promuovere e sviluppare lo sport e la partecipazione. La lealtà nello sport
Abbiamo tutti la responsabilità di promuovere il FAIR PLAY.
Ricordate sempre e a tutti che:
CHI GIOCA LEALMENTE E' SEMPRE VINCITORE.

15 maggio 2012
Sauro Amboni
Milano (MI)
Marco Martinelli - Viviana Martinelli
Roma (RM)