Con la cosiddetta originalita', i movimenti diventano liberi, la tecnica non esiste, le figure sconfinano nel ridicolo e il ballo è goffo e sgraziato!
Nessun particolare deve essere considerato di cosi scarsa importanza da non valere la pena di essere curato a fondo e in ogni attimo durante la interpretazione artistica di qualsiasi movimento.
Leggo di sovente sui siti internet e nei forum del ballo, articoli e commenti scritti da fatiscenti “maestri” o da scaltri “imbonitori”, che il Ballo non richiede studio, che si impara da soli, copiando i movimenti dai praticoni di turno, lasciando il corpo libero di muoversi, che la teoria e i libri non servono a nulla e quello che conta è solo la pratica e divertirsi ballando con originalità e fantasia.
Orbene, queste affermazioni servono solo per tentare di giustificare la loro ignoranza e inettitudine.
In tutti questi individui trionfa la mediocrità ed essi popolano il mondo dei falliti, dei frustrati, dei delusi di sé stessi, di coloro che “inquinano” la società e che frenano lo sviluppo morale e civile di un popolo.
Oggi però la spinta all' eccellenza viene ostacolata anche da una pedagogia che punta sulla facilità, la mediocrità, l' improvvisazione e la cosiddetta originalità. Con questa “originalità” i movimenti diventano liberi, la tecnica non esiste, le figure sconfinano nel ridicolo.
In questo “clima” di incertezza gestuale trionfa l’anarchia, il ballo diventa goffo e sguaiato, le competizioni non hanno più uno strumento di paragone oggettivo per una valutazione e una graduatoria di merito.
Dietro una falsa presunzione di “originalità” si nasconde la negligenza a voler impegnarsi per imparare la tecnica ufficiale, si maschera l’ignoranza e l’incapacità gestuale e i “gesti” e la presunta fantasia espressiva sembrano più espressioni di “volgarità” piuttosto che di “linguaggio” corporeo armonioso e attraente.
Chi sostiene l’originalità in questo campo, lo paragono a quegli studenti che dopo vari insuccessi scolastici, frutto della loro negligenza pigrizia e indolenza, giustificano la loro scelta di abbandonare gli studi affermando che "la Laurea tanto non serve a nulla" e che "studiare tanto non serve a niente".
Oppure posso paragonarli a coloro che per inettitudine o incapacità non hanno mai affrontato le competizioni federali ufficiali e hanno la presunzione di farsi chiamare “ballerini”, ma che in pratica non vanno oltre al Ballo del “Qua-Qua” del sabato sera o al massimo alle cosiddette gare alle sagre paesane.
Ma con la banalità e la mediocrità la società non si sviluppa e l' individuo si deteriora.
L' eccellenza si ottiene solo se, ogni volta, facciamo meglio della volta precedente e solo chi è esigente con se stesso sviluppa la capacità di giudicare ciò che vale e ciò che non vale.
Ma tutto comincia dall'individuo, dalla sua motivazione, dal suo impegno a realizzare l'eccellenza.
Nel ballo, bisogna imparare la tecnica, studiare i passi e i movimenti, imparare le figurazioni e le coreografie.
Bisogna, muoversi con armonia gestuale in perfetta sintonia fra i partner; il ballo deve essere una poesia recitata col corpo in cui le regole grammaticali sono i capisaldi del movimento e le regole della tecnica sono i pilastri sui quali si erge altero il corpo sorretto dalla musica e guidato dall’anima.
Roma (RM)
Milano (MI)
Marco Martinelli - Viviana Martinelli